A Pianaccio le strade sono strette e ripide e non batte quasi mai il sole. A Pianaccio finisce la strada. A Pianaccio le case si arrampicano sulla costa come ragni sui muri. A Pianaccio capita che nel giro di dieci minuti il cielo si oscuri e inizi una bufera di neve. A Pianaccio i partigiani hanno lottato per il nostro paese. A Pianaccio fanno le crescentine più buone dell’Appennino. A Pianaccio ci sono tutte le contraddizioni di un paese di montagna; c’è il bello e il brutto, il buono e il cattivo e come tutti i paesi di montagna è impossibile non amarli per chi ci è nato o ha lì le proprie radici.
Come tutti i giovani c’è stato un tempo in cui ero contro tutto questo; in cui le mie “radici” non affondavano in nessun terreno; invidiavo le persone che dimostravano attaccamento alla propria terra perché io non sentivo legami con nessun luogo e mi chiedevo come in passato altri giovani come me potevano essere riusciti a lottare e morire per qualcosa del genere. Poi un giorno a casa della nonna trovai una cosa. Era nel cassetto del suo comò, il cassetto dove teneva le cose più preziose: i guanti di pelle chiara, il filo di perle che poi ho indossato per il matrimonio, le foto dei parenti e i santini dei morti. Ne trovai uno di un cugino di mia nonna, morto a 21 anni, partigiano giustiziato dai nazisti; nel santino c’era la foto di un bel giovane con i capelli chiari e gli occhi scuri e uno stralcio della lettera che scrisse ai genitori prima di morire. Allora capì tutto: imparai ad amare la mia terra ma soprattutto da quel giorno imparai il rispetto che si deve a chiunque ha lottato per noi, per lasciarci un mondo migliore, per chi ha difeso un’idea giusta e onesta, per chi al di là del tempo e dello spazio crede in qualcosa e si batte per quei sentimenti. Così ogni volta che muore un vecchio partigiano sento che tutti noi perdiamo qualcosa di insostituibile e prezioso. A Pianaccio adesso c’è un vecchio partigiano che merita di essere ricordato con un fiore.
E se il buio è fatto per tenerci lontani
E se il giorno sembra lontano a venire
E se il tuo fragile cuore dovesse rompersi
E per un secondo tu guardassi indietro
sii forte
Vai avanti
(Walk on - U2)