Premetto che io non credo nella sfortuna. Non credo che si possa subire qualcosa non imputabile alle nostre personali responsabilità. Se ci succede (o non ci succede) qualcosa credo che ciò dipenda esclusivamente dal nostro comportamento e dalle nostre scelte. Ma…..sta di fatto che ultimamente faccio sempre più fatica a credere che non sia così: è come se il bioritmo planetario stia subendo una curva discendente costante e generalizzata. Non ricordo da quanto tempo chiedendo a qualcuno “Come va?” abbia risposto “Va tutto a gonfie vele!”; stranamente a questa domanda ognuno risponde con una sfiga diversa e più o meno bizzarra. Ho sempre considerato valido il 3° principio della dinamica per cui "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” applicabile anche alla vita di tutti i giorni: Ecco: mi pare che ultimamente questa regola sia stata sovvertita e casualmente in modo più o meno grave siamo “colti” da sfortune che non sono equilibrate da un corrispettivo colpo di culo. Lasciandosi andare alla superstizione verrebbe da pensare che forse occorre “celebrare” un rito scaramantico per riportare l’ordine nelle nostre vite: un incantesimo da praticare la notte di Lughnasadh a base di trifoglio, cannella e candele gialle con tanto di formule magiche e gesti propiziatori.
La finestra prima appena socchiusa si è definitivamente aperta, spalancata e ormai lascia intravedere ben parte del panorama futuro. Non vedevo l’ora di lasciarmi alle spalle uno scenario vecchio di quasi 10 anni in cui ormai ogni stimolo si era assopito e infatti ora mi sento piena di nuove energie, idee e propositi e tutto questo per avere cambiato posto di lavoro. Dicono che cambiare lavoro venga al terzo posto nell’elenco di avvenimenti che cambiano il corso della vita, dopo un lutto e dopo un trasloco e credo che sia proprio vero. Si dice sempre che si lavora per vivere e non il contrario ma indubbiamente il lavoro ci condiziona la vita, o meglio noi ci adattiamo ad esso e ci facciamo influenzare dalle conseguenze che ne derivano. Lavoravo in un ambiente statico con una quotidianità monotona e con abitudini invariabili e di conseguenza vivevo in modo ripetitivo, opaco, noioso. Il nuovo ambiente è caotico, movimentato, vivace e anche io ho nuovi stimoli da inseguire, ogni giorno nuovi impulsi mi muovono e mi spingono ad agire e non parlo di cose eclatanti, di cambiare vita o abitudini; parlo di piccoli effetti concretamente visibili come fare una torta per la merenda dei ragazzi, come avere voglia di andare a farmi i capelli più spesso, come prendermi il tempo per chiacchierare con un’amica o fare una passeggiata nell’aria frizzante della sera. Sapevo che avevo bisogno di questo cambiamento per vivere di nuovo la mia vita pienamente, la sapevo da anni e il fatto di non avere la possibilità di farlo mi faceva sentire bloccata in una non-vita che iniziavo a odiare e l’irritazione mi covava dentro aumentando il mio senso di inadeguatezza. Sentivo la mia esistenza come bloccata su un binario morto, frenata da macigni invisibili, interrotta davanti a un ostacolo inamovibile. Ora finalmente sembra che tutto stia per cambiare e alla mia finestra si è stagliata una nuova vita.