giovedì, 22 novembre 2007
outing e professione di fede

Woman-With-Wet-HairC'è che non sono attrezzata contro le delusioni. Sono un "soggetto a forte rischio di delusione".

E poi....

Credo che non imparerò mai a essere diplomatica, anzi lo so. So che tra dire quello che penso e stare zitta, mi convenga stare zitta, ma alla mia età un po’ di outing fa bene. A me. Agli altri meno.

E allora comincio.

Credo che tante volte chi dice di voler esser ascoltato, in fondo non abbia niente da dire. E credo che chi dice di aver bisogno di aiuto, forse voglia solo continuare a crogiolarsi nella propria sofferenza.

Credo che chi è causa del proprio male non si debba lamentare.

Credo che chi soffre, ma soffre davvero non abbia la forza di apparire superficiale.

Credo che non si è mai del tutto sbagliati o del tutto giusti. Possono essere giuste o sbagliate le scelte. E con me hai fatto la scelta sbagliata.

Credo che anche da adulti si resti un po’ bambini: crudeli, gelosi e bugiardi. Si dicono bugie ogni giorno: a chi si ama ma soprattutto per amore di sé stessi.

Credo di essere un tipo che “allontana la gente”, ma credo anche che chi sa starmi vicino non mi lascerà mai.

Credo che se hai il coraggio di scoparti la segreteria sul divano di casa devi avere anche il coraggio di assumertene le conseguenze.

Credo che ognuno debba fare liberamente le proprie scelte; tra passare da un letto all’altro e non mentire a me stessa scelgo di non mentire a me stessa; ma se tu in tutta libertà decidi viceversa dopo non puoi raccontarti balle. Devi scegliere. Ma una cosa sola.

Credo che esista il libero arbitrio e la libertà di scegliere. Ma credo che in pochi abbiano il coraggio di essere liberi.

Credo che sentirsi liberi di scegliere a chi dare il proprio rispetto sia davvero cosa ardua.

Credo che per oggi possa bastare. Sto già meglio.

Scritto da: fairyrambler alle ore 15:55 | link | commenti (6) | categoria: riflessioni, life, urla, concretezza, ginnastica cerebrale, fiori dacciaio
martedì, 13 novembre 2007
compiacenza e amor proprio

Lezione"L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri." Charles Bukowski.

La prima volta che si legge un’affermazione del genere si rimane un po’ sconvolti, poi riflettendoci non la si può trovare almeno un po’ vera. Soprattutto se si ha il coraggio di fare un po’ di autocritica e ci facciamo un bell’esame di coscienza; chi può mai negare che si ama ciò che ci fa star bene? Non è proprio questo lo scopo dell’amore? (…se uno scopo ha…) Si sceglie di amare ciò che serve a farci sentire meglio, ma l’amore è un oceano dalle acque così profonde che è difficile da sondare; più facile è trovare vera questa frase se penso in generale…le amicizie, i divertimenti, se penso a cosa “scegliamo” per appagare i nostri desideri. E lì è evidente che si “ama” con cognizione di causa. Ci si presta e ci si svende pur di ottenere soddisfazione ai nostri bisogni; così capita che per un amico (o per chi si desidera sia tale) ci si adegua a modi di pensare che non ci appartengono. Ci si preoccupa di fare le domande che si pensa siano più importanti e si danno le risposte che si spera siano le più gradite. Si compiace l’oggetto del nostro desiderio (che sia fisico, intellettuale, fraterno e chi più ne ha più ne metta) in tutti i modi possibili rischiando di apparire poi diversi da come in realtà siamo. Credo di aver capito oggi, grazie a questo brano di Bukowski, una frase di tanto tempo fa: "Quello che fai tu, che pensi tu e che senti tu non deve essere un problema degli altri". Quando mi fu detta non la capii, ma mi fece male, fece così male che a stento riuscii a trattenere le lacrime (non era né il momento né il luogo adatto per poterlo fare), non sono sicura che questa sia la chiave di lettura giusta, ma al momento mi do questa soluzione e la prendo per buona: non bisogna porsi mai agli altri con l’atteggiamento di chi vuol compiacere a tutti i costi a scapito della propria natura e dei propri sentimenti. C’è chi lo fa. Anche qui…soprattutto qui. Ma al riguardo non esprimo giudizi, anche se li ho.

Scritto da: fairyrambler alle ore 16:21 | link | commenti (2) | categoria: riflessioni, life, fiori notturni, ginnastica cerebrale, fiori dacciaio
mercoledì, 04 luglio 2007
la costruzione di un amore

11442328911738212891Ci sono vittorie che lasciano l’amaro in bocca. E mi chiedo se davvero sia una vittoria o solo una battaglia vinta. Se da domani ci sarà ancora da lottare o se almeno per un po’ potrò riposare sugli allori. Ho sempre pensato che per alcune cose ci vuole fortuna  e che specialmente in fatto di sentimenti sia solo questione di alchimie naturali e armonie automatiche. Mi rendo sempre più conto che non è così. Che ci vuole pazienza e intelligenza per rendere ogni giorno prezioso; che basta poco perché muri invisibili si ergano tra noi e che dopo ci vuole un sacco di lavoro per demolirli e passare oltre. Ci vuole comprensione e rispetto per lasciare spazi personali in cui però ci si deve essere comunque, in silenzio ma concretamente. Non mi è mai piaciuta la boxe e non ho mai capito il senso e il messaggio di uno sport in cui ci si fa male per vincere, eppure la vita non è forse una lotta continua? In cui un giorno vai all’attacco e l’altro devi alzare la guardia per difenderti? In cui un giorno cadi a terra dolorante e un giorno balzi in avanti carico di adrenalina? Forse non è così insensato come paragone…

Scritto da: fairyrambler alle ore 09:13 | link | commenti (6) | categoria: riflessioni, life, urla, arte topiaria, fiori dacciaio
martedì, 19 giugno 2007
la partita

jeu de lRazionalizzare. Questo è il trucco. Devo riuscire a razionalizzare la cosa. Sono sempre stata brava  in questo, sicuramente ci riuscirò anche questa volta. Il segreto sta tutto nel riuscire a trovare il bandolo della matassa e da lì cominciare a districare i nodi, uno ad uno, con pazienza. Servirà tempo e calma per non perdere la pazienza e perdere il controllo, ma se riesco a vedere la cosa con occhi critico so già che presto o tardi qualcosa di buono ne uscirà fuori. Ecco il proponimento per il futuro. Oggi no. Oggi ho bisogno di urlare e toccare il fondo, andare a “galleggiare a due dita dal fondo” e guardare dritto negli occhi tutto il male che sento. Scoprire tutto il dolore che posso provare e annientarmi in esso. Allora poi da domani si ricomincerà la risalita. Lenta. Vacillante. Esitante. Farò due passi avanti e uno indietro, giocherò un gioco dell’oca tedioso e deludente. Un po’ di corsa e un po’ paralizzata. Mi dirò che sono brava quando avanzerò di una casella e anche se devo pagare pegno so che il traguardo si è fatto più vicino. Mi abbatterò quando vedrò che i dadi giocano a mio sfavore perché in fondo è tutta questione di fortuna, non gioco da sola e capiterà che l’avversario andrà avanti mentre io rimarrò ferma, ma in fondo dovremmo arrivarci comunque. Chi prima e chi dopo. Spero di arrivare prima.

Scritto da: fairyrambler alle ore 10:19 | link | commenti (6) | categoria: life, urla, crepuscolo, fiori dacciaio
mercoledì, 23 maggio 2007
15 anni fa

"Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana."


(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)

falri

Scritto da: fairyrambler alle ore 16:39 | link | commenti (1) | categoria: memoria, fiori dacciaio