lunedì, 30 marzo 2009
ABRACADABRA

PimentsPremetto che io non credo nella sfortuna. Non credo che si possa subire qualcosa non imputabile alle nostre personali responsabilità. Se ci succede (o non ci succede) qualcosa credo che ciò dipenda esclusivamente dal nostro comportamento e dalle nostre scelte. Ma…..sta di fatto che ultimamente faccio sempre più fatica a credere che non sia così: è come se il bioritmo planetario stia subendo una curva discendente costante e generalizzata. Non ricordo da quanto tempo chiedendo a qualcuno “Come va?” abbia risposto “Va tutto a gonfie vele!”; stranamente a questa domanda ognuno risponde con una sfiga diversa e più o meno bizzarra. Ho sempre considerato valido il 3° principio della dinamica per cui "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” applicabile anche alla vita di tutti i giorni: Ecco: mi pare che ultimamente questa regola sia stata sovvertita e casualmente in modo più o meno grave siamo “colti” da sfortune che non sono equilibrate da un corrispettivo colpo di culo. Lasciandosi andare alla superstizione verrebbe da pensare che forse occorre “celebrare” un rito scaramantico per riportare l’ordine nelle nostre vite: un incantesimo da praticare la notte di Lughnasadh a base di trifoglio, cannella e candele gialle con tanto di formule magiche e gesti propiziatori.

Scritto da: fairyrambler alle ore 10:52 | link | commenti (1) | categoria: new age, fiori stregati, fantasya
giovedì, 19 marzo 2009
Prendere o lasciare
SentieroA tutti coloro che hanno incrociato la mia strada e che l’hanno resa più facile da percorrere insieme
 
Mettiamo che la vita sia un lungo sentiero che percorriamo a piedi; mettiamo che in queste condizioni il bagaglio che portiamo con noi debba essere il più possibile leggero; mettiamo che ogni volta che lungo la nostra strada troviamo qualcosa che vorremmo portare con noi il bagaglio diventi più peso….allora bisogna lasciare qualcosa per strada.
Le strade che scegliamo di intraprendere ci obbligano ad abbandonare il passato per andare incontro al futuro; e non è detto che quello che ci lasciamo dietro le spalle lo lasciamo a cuor leggero, magari quei distacchi siamo obbligati a farli a malincuore. Non è detto che tutto quello che scegliamo di prendere ci ripaghi di quello che lasciamo, ma le nostre spalle spesso non riescono a sopportare il peso di tutto quello che vorremmo tirarci dietro e allora dobbiamo scegliere….cosa portare con noi e cosa lasciare lungo la strada. A volte succede che cose vecchie e cose nuove possano coesistere ma più spesso accade che le novità abbiano in sopravvento sulle abitudini; molto più spesso accade che per seguire un nuovo amico, un nuovo amore, un nuovo lavoro dobbiamo decidere di recidere i legami con qualcosa di antico e sorpassato (e antico e sorpassato non vuol dire sbagliato: vuol solo semplicemente, dolorosamente, irrimediabilmente dire che non ha più modo di essere). L’ho sperimentato più volte con le amicizie: persone che ho amato e che mai avrei voluto lasciare sono uscite dalla mia vita (e io dalla loro) per questo motivo. Il vuoto lasciato è sempre stato incolmabile e quello che mi ha poi regalato il futuro non sempre ha riempito tutti i buchi lasciati. Resta in me la certezza di aver dato affetto sincero e vero per quel tempo che ci è stato concesso di condividere, poco o tanto che siano stato….e la speranza sempre accesa di poter incrociare di nuovo un giorno quelle strade. Lacio drom hermano querido.
Scritto da: fairyrambler alle ore 11:48 | link | commenti | categoria:
lunedì, 16 marzo 2009
psicologia spiccia

urloCercavo un'immagine che rappresentasse la sensazione di calma piatta che a volte mi coglie, poi curiosando su google e sulle centinaia di immagini proposte mi sono chiesta che differenza c'è tra l'apatia e la rabbia. Se per caso il fatto di non-sentire-niente non voglia piuttosto significare non-voglio-sentire-ciò-che-sento; ho sempre oscillato tra la voglia di spiccare il volo e l'istinto di restare zavorrata a terra sempre con il dubbio di fare la cosa giusta. Sono un groviglio confuso di sensazioni contrastanti e poli opposti; brancolo da sempre nell'incertezza di dare sfogo ai miei istinti più bassi e la volontà di seguire la cosa giusta da fare...e in ogni caso mi resta sempre il dubbio di non essere stata fedele a me stessa e di tradito la mia natura. Che si tratti di amicizia, amore, lavoro o famiglia mi dibatto sempre nella lotta tra il bene e il male dove per bene intendo quello che vorrei fare e per male quello che invece devo fare. Se penso alle mie azioni e parole mi chiedo quando è stata l'ultima volta che liberamente, serenamente ho fatto quello che avrei voluto fare. Forse è stato nel 2003...Forse allora mi spiego perchè da allora in poi ho vincolato tutte le mie scelte alla ragionevolezza; forse allora non è stato così sbagliato dare precedenza alla testa piuttosto che al cuore. Resta però la voglia di fare la convergenza a racalma piattagione e sentimento; se quello che sente il cuore e quello che dice la testa non sono coerenti e in accordo ecco che scatta la dissonanza che cova dentro. Per il momento e finchè non trovo un buon meccanico dell'anima inserisco tutte e due le immagini che ho scelto coerente con la mia incoerenza...

Scritto da: fairyrambler alle ore 16:13 | link | commenti | categoria: riflessioni, life, silenzi, urla, ginnastica cerebrale, dietro la siepe