La finestra prima appena socchiusa si è definitivamente aperta, spalancata e ormai lascia intravedere ben parte del panorama futuro. Non vedevo l’ora di lasciarmi alle spalle uno scenario vecchio di quasi 10 anni in cui ormai ogni stimolo si era assopito e infatti ora mi sento piena di nuove energie, idee e propositi e tutto questo per avere cambiato posto di lavoro. Dicono che cambiare lavoro venga al terzo posto nell’elenco di avvenimenti che cambiano il corso della vita, dopo un lutto e dopo un trasloco e credo che sia proprio vero. Si dice sempre che si lavora per vivere e non il contrario ma indubbiamente il lavoro ci condiziona la vita, o meglio noi ci adattiamo ad esso e ci facciamo influenzare dalle conseguenze che ne derivano. Lavoravo in un ambiente statico con una quotidianità monotona e con abitudini invariabili e di conseguenza vivevo in modo ripetitivo, opaco, noioso. Il nuovo ambiente è caotico, movimentato, vivace e anche io ho nuovi stimoli da inseguire, ogni giorno nuovi impulsi mi muovono e mi spingono ad agire e non parlo di cose eclatanti, di cambiare vita o abitudini; parlo di piccoli effetti concretamente visibili come fare una torta per la merenda dei ragazzi, come avere voglia di andare a farmi i capelli più spesso, come prendermi il tempo per chiacchierare con un’amica o fare una passeggiata nell’aria frizzante della sera. Sapevo che avevo bisogno di questo cambiamento per vivere di nuovo la mia vita pienamente, la sapevo da anni e il fatto di non avere la possibilità di farlo mi faceva sentire bloccata in una non-vita che iniziavo a odiare e l’irritazione mi covava dentro aumentando il mio senso di inadeguatezza. Sentivo la mia esistenza come bloccata su un binario morto, frenata da macigni invisibili, interrotta davanti a un ostacolo inamovibile. Ora finalmente sembra che tutto stia per cambiare e alla mia finestra si è stagliata una nuova vita.