mercoledì, 28 marzo 2007
orchidea selvaggia

termeCredo di aver capito perché ogni milionario che si rispetti fa di tutto per avere in giardino una Jacuzzi…

 

I pomeriggi alle terme sono tra le cose più piacevoli che abbia mai fatto. E’ un modo perfetto per staccare la spina da tutti i pensieri e ansie quotidiane; il silenzio che mi circonda mi fa entrare in contatto con quella parte di me che perdo di vista nell’agitazione delle normali giornate di lavoro; con il sudore che stilla dalla pelle nel bagno turco se ne vanno tutte le tossine negative e mi rigenero in lunghe docce fresche che solleticano la carne; non di meno impatto è  la musica: una nenia lenta, ipnotica, lieve e consolante. L’acqua delle vasche è calda, avvolgente e protettiva come l’utero materno oppure è fredda, stuzzicante e vitale come una boccata d’aria di montagna. Ma quello che  emoziona di più a livello sensoriale è l’idromassaggio, che talvolta sfocia in una vera e propria esperienza orgasmica (veramente è successo solo una volta per ora, ma spero non sia l’ultima). Sicuramente è una questione di posizione perché il getto è sempre il solito, fatto stà che me ne stavo distesa con la testa poggiata sul bordo della piscina e le gambe allungate a raccogliere tutte le bolle che salivano dal basso quando un leggero movimento dell’acqua mi scosta il costume e apre un varco a una miriade di bollicine che si insinuano tra le pieghe più nascoste del mio corpo. Attimo di sorpresa iniziale, ma lo stato mentale in sui sono sprofondata rallenta i miei riflessi e rimango immobile quel tanto che basta per capire che il merito di quel piacere inaspettato è dovuto alla mia posizione fortunata e faccio di tutto per mantenerla più a lungo possibile. Le bolle d’aria continuano a sfiorarmi in modo regolare, entrano da un lato del tanga ed escono davanti dopo aver percorso un sentiero di puro godimento sulla mia pelle. Incrocio lo sguardo di due persone sdraiate sui lettini a bordo piscina e mi chiedo se sul mio volto si legge l’emozione che sto provando oppure se l’espressione languida può essere scambiata per semplice rilassamento… continuano a guardarmi sornioni quindi presumo che il mio sguardo sia fin troppo eloquente. La cosa non mi tange; sono troppo occupata ad assecondare quella marea artificiale che mi seduce. Ci sono bolle minuscole che sono come aghi che per un attimo pungono il mio punto più sensibile e altre così grandi che mi lambiscono come una mano carezzevole.  Purtroppo dopo dieci minuti circa il getto si estingue e l’acqua torna calma nella vasca, ma ci metto qualche secondo ad uscire dalla piscina per timore che le gambe malferme non mi sorreggano a dovere: un po’ traballante ma ferma nell’augurarmi di provare di nuovo una sensazione così benefica.

Scritto da: fairyrambler alle ore 14:22 | link | commenti (7) | categoria: life, fiori selvatici
lunedì, 26 marzo 2007

GSN02Non ho voglia di coltivare il giardino in questo periodo. Lo sto lasciando un po’ a se stesso e non mi sento in colpa più di tanto. I miei fiori sanno nutrirsi da soli, sopravvivono con poco, sanno che non posso dipendere esclusivamente da me per mantenersi in vita; anzi, per assurdo sono loro che danno energia a me e non viceversa. Ecco perché è nato questo piccolo angolo buio: per darmi forza e stimoli, non sono io che sono responsabile di quello che cresce qui, ma al contrario mi aspetto che da qui io possa raccogliere qualcosa che nel corso delle giornate possa aiutarmi a vedere tutto sotto un aspetto migliore. Non pianterò qui niente di bello e perfetto per la felicità di chi viene a capitarci per caso, non ho nessun dovere nei confronti dei visitatori se non quello di accoglierli con garbo. Non cercherò di attirare l’attenzione di nessuno con colori sgargianti e parole deferenti; chi deciderà di sostare sotto queste fronde a volte fredde e umide, sa che non ci saranno secondo fini da perseguire. Sarà un angolo in cui ripararsi dalla rumorosa folla frettolosa. Ci sarà una panchina un po’ scomoda su cui aspetterò con calore chi vorrà farmi compagnia, tenermi per mano e guardare insieme in silenzio lo spettacolo che il mio giardino vorrà offrire. Ecco perché spesso mi allontano e lascio disabitato questo spazio selvaggio: perché così al mio ritorno vedrò chi davvero mi ha atteso. Lo faccio anche nella vita reale…Mi allontano e mi nascondo quando scorgo l’attenzione di qualcuno nei miei confronti. Forse per paura di attaccarmi troppo agli affetti che non sono stati ancora messi alla prova e di rimanere delusa dalla vacuità di certe presenze effimere, sfuggo e mi disamoro prima che gli altri lo facciamo con me. Tranne poi tornare sui miei passi perché in fondo la solitudine è solo uno dei tanti aspetti della mia natura e in breve ricerco quei legami da cui mi ero allontanata. Se li ritrovo ancora lì, presenti e vivi come li avevo lasciati….allora so che posso contarci davvero. Esserci o non esserci in fondo non è solo questione di pigrizia ma è anche un modo per scoprire chi e cosa davvero conta per me. Non ho ancora capito se questa mia propensione indichi forza o debolezza. Se fuggo per paura di affrontare le difficoltà che potrei incontrare con gli altri o al contrario se così facendo mi rendo indipendente e autonoma….ecco un altro dei miei tanti dilemmi irrisolvibili. Ne ho una varietà infinita a cui sono affezionata e che ogni tanto rispolvero quando sono particolarmente in vena di introspezione, tranne poi lasciarli senza una risposta e passare a pensieri più leggeri.

Scritto da: fairyrambler alle ore 12:25 | link | commenti (2) | categoria: riflessioni, solitudine
giovedì, 15 marzo 2007
costruzione topiaria

gardengeoL’essere umano in quanto tale è fallace (e fallato). Per consolarsi della miriade di difetti che pullulano nel nostro intelletto ci convinciamo, a seconda dell’indole e della predisposizione soggettiva che: 1- I nostri difetti ci rendono più affascinanti (questa opzione è scelta da chi in genere ha l’onestà di ammettere che forse proprio perfetto non è e che magari nemmeno gli frega tanto di esserlo). 2-Chi ci sta di fronte è vittima proprio di quei difetti che più di tutti gli altri odiamo (in genere sono le persone che per vigliaccheria non riconosceranno  mai  di avere esattamente gli stessi difetti di chi mal digeriscono). 3-Così come siamo proprio non andiamo, non ci accettiamo per come siamo, dobbiamo cambiare perché la società ci è avversa, perché il mondo ci è contro e per sopravvivere in questo mondo crudele dobbiamo cambiare tutto di noi stessi (in questo caso leggere come segue: “io sono così e me ne vanto, non cambierò per niente e per nessuno perché gli altri non hanno capito un cazzo e chi prova a farmi capire che i miei difetti non sempre sono accettabili  si troverà di fronte un muro di gomma”).

Ognuna di queste 3 opzioni è valida e legittima; nell’universo umano la varietà è una delle cose più affascinanti e preziose. Purtroppo le nostre sfaccettature caratteriali mal si amalgamo fra di loro. Se per esempio il soggetto numero 1 si incontrerà con il soggetto numero 2 penserà che esso sia per lo più presuntuoso e cieco. Se invece sempre il soggetto numero 1 si incontrerà con il soggetto numero 3 penserà che esso abbia l’elasticità mentale di un bradipo paraplegico, visto che le proprie parole cadono irrimediabilmente nel vuoto o per assurdo dette parole gli ritornino precisamente al mittente rigirate come una frittata di carciofi.  Potrei continuare elencando la vasta gamma di  probabilità che si possono creare con queste 3 semplici tipologie umane, ma purtroppo ne ho di strada ancora da percorrere prima di diventare una discepola di Darwin, quindi per la mia esperienza personale al momento credo che sia tutto.

 

Ultima considerazione: quando sono particolarmente irritata tendo ad analizzare le cose con piglio geometrico.

Scritto da: fairyrambler alle ore 09:21 | link | commenti (4) | categoria: riflessioni, life, dietro la siepe
mercoledì, 14 marzo 2007
fioritura spontanea

stagnoIndubbiamente ho un istinto felino. Amo la compagnia, ma solo quando sono io a desiderarla, per lo più sono selvatica e schiva, fuggo a chi cerca di addomesticarmi, graffio se mi sento aggredita, faccio le fusa solo quando voglio attenzione. Ne ho preso atto non troppo tempo fa, prima forse non ero così o forse semplicemente non me ne rendevo conto, fatto stà che riconoscere certi aspetti del mio carattere mi ha consolato talvolta della solitudine a cui mio maglrado ero propensa. Nella mia vita per colpa o per destino ho lasciato per strada amicizie anche importanti o che tali potevano diventare, me ne rendo conto adesso che se fossi stata meno pigra o se fossi stata più presente nella vita di alcuni certi legami non si sarebbero spezzati. Me ne rendo conto, ma non me ne rammarico più di tanto. Un po’ perché i rapporti si creano in due e se io ho le mie responsabilità anche chi sta dall’altra parte forse ha tratto le mie stesse conclusioni. Ma soprattutto perché ho sempre seguito la mia natura, ascoltato i ritmi del mio istinto. Se per difendere un affetto avessi dovuto impormi, non l’avrei sentito naturale.

Come per questo giardino, anche un’amicizia deve crescere spontanea. Seguire il corso del cuore e non forzare in alcun modo la persona che mi sta di fronte. Come per questo giardino, non importa se i frutti saranno pochi, ma ho voglia di affetti genuini, spontanei, liberi da condizionamenti di qualsiasi tipo; questo giardino deve rispecchiare la mia natura e crescere lentamente sull’onda di parole impulsive e a volte disordinate, proprio come disordinato è questo pensiero. L’ho scritto avendo chiaro in mente il significato che ha per me, e il perché è nato proprio oggi quando ho scoperto che il mio giardino segreto può ferire o irritare o deludere (quando si tratta di sentimenti altrui mi tengo sempre il beneficio del dubbio). Dubito che leggendolo qualcuno capisca chiaramente perché è sbocciato questo fiore storto e sgraziato. Ma è il mio giardino e ogni fiore che nasce per me sarà da curare e da ammirare.

Scritto da: fairyrambler alle ore 09:41 | link | commenti (6) | categoria: fiori selvatici
martedì, 13 marzo 2007
domenica impressionista

monet2Per ogni cosa devo razionalizzare almeno un paio di giorni prima di esplicitare un commento. Che sia uno dei vantaggi del percorso di maturità a cui sono mio malgrado costretta?Comunque sia, adesso posso dire che la mia domenica immersa nei colori di Monet e Cezanne è stata senza dubbio appagante e piacevolmente diversa. Non capita tutti i giorni di passeggiare in un campo di covoni di grano o di sostare all’ombra della cattedrale di Rouen immersa nel sole, di sonnecchiare sotto le fronde della Foresta di Fontainblue e di bagnarsi i piedi nell’acqua fresca dell’Arguenteil. Perché il momento fosse davvero magico sarebbe dovuto passare in solitudine, ma naturalmente certi spettacoli unici sono desiderio di molti e così capitava di dover stringere le spalle davanti a un Turner e addirittura di spintonarsi davanti ad alcuni Van Googh. Subito dopo essere usciti dalla mostra avrei voluto tornare subito dentro e ripetere tutto il percorso; non se sia un sentimento comune, ma uscire da quell’arcobaleno di colori e ritrovarsi in una strada grigia è piuttosto deprimente; di colpo ci si sente infreddoliti, come nudi di fronte alla realtà….Resterei per sempre avvolta dalle ombre e dalle luci degli impressionisti.

Scritto da: fairyrambler alle ore 08:29 | link | commenti (3) | categoria: colori
lunedì, 05 marzo 2007
giorno di pioggia

lampoNon riesco a scrivere quando ho confusione intorno a me…eppure ne avrei anche bisogno; di scrivere e di silenzio.

Sono arrivata in ufficio dopo 1 ora di viaggio in cui i pensieri viaggiavano a 1000 kilometri orari e non so se è un bene o un male che poi con il da fare, con le chiacchere e la confusione tutti i miei pensieri adesso si siano sparsi e fatichi a ritrovarli e rimetterli in ordine.

Ne è rimasto uno solo chiaro e lampante….come un raggio che illumina ombre scure e d’un tratto rivela particolari altrimenti inosservati; particolari che erano sotto ai miei occhi ma che non avevo mai preso in considerazione.

"Siete talmente egoisti che anche se faccio qualcosa pensando a voi pensate che lo faccia per me. E in questo giochetto siete così bravi che di questo avete sempre convinto anche me."

Ho sacrificato tempo, amicizie, e anche i legami con la famiglia per non imporre agli altri i miei interessi e i miei affetti. Adesso mi ritrovo completamente sola e senza il minimo coinvolgimento per niente e nessuno che si trovi oltre le 4 mura di casa. Ho creduto di farlo per il bene comune, ma mi rendo conto che questo sacrificio non era necessario e anzi, è stato lesivo per me stessa. L’ho fatto spontaneamente e con convincimento quindi non posso in fondo incolpare nessuno di queste mancanze nella mia vita, tranne forse me stessa. E mi domando se sono ancora in tempo a  ritrovare qualcosa di quello che ho perso in così tanto tempo, o se così non fosse se almeno sarò di nuovo in grado di costruire qualcosa di nuovo.

Oggi va così…piove nel mio giardino.

Scritto da: fairyrambler alle ore 11:36 | link | commenti (1) | categoria: urla