Dopo due mesi di studio matto e disperato (nel senso che avrei dovuto studiare ma la mia testa matta non era dello stesso avviso) mi sono tolta un pensiero: ho superato con successo (mancava solo il bacio accademico) gli esami per la patente ECDL. Non che sia stato uno scoglio insormontabile ma tra lavoro, viaggi, famiglia e impegni di vario genere è stato un pensiero costante degli ultimi mesi. Ecco… “pensiero” più che impegno è la parola giusta. Ero entrata in uno stato di ansia e d’attesa e molto di quello che non riguardava questo traguardo era passato in secondo piano. Ho passato settimane in cui tutti gli stimoli e tutte le idee erano congelati nell’attesa di superare gli esami. Come se potessi fermare il tempo in vista di quello che mi ero imposta di fare; anche questo blog non sarebbe dovuto “nascere” prima di oggi. Era una delle cose che avevo in mente di fare da tempo, ma che posticipavo aspettando il momento propizio, cioè un qualsiasi giorno dopo il giorno degli esami. Poi non so bene perché un giorno ho sentito il bisogno di iniziare a vangare il mio giardino e ho piantato il primo seme. In teoria adesso sono pronta a occuparmi del mio angolo ogni giorno, ma conoscendomi so già che da oggi avrò nuovi motivi per rimandare e prorogare. Devo essere sincera: ho entusiasmi iniziali eccezionali, ma la volontà di portare avanti le cose pari a quella di un bradipo paraplegico. La cosa che mi fa ben sperare per questo blog è che non ho aspettative; la prima volta che ho scoperto splinder e i suoi blogger ero entusiasta come una bambina di fronte alla vetrina di un negozio di giocattoli: mi sembrava di aver trovato un posto magico, vero, fonte di sorprese ogni giorno e ho iniziato a scrivere immaginando di diventare protagonista di esperienze di vita di chissà quali livelli. Mi sono accorta ben presto che o io non avevo capito un tubo di quello che è in realtà un blog o (cosa più probabile) questo non è affatto il modo naturale per esprimere la mia natura. Così l’entusiasmo è scemato giorno dopo giorno fino a esaurirsi in un blog inanimato e estraneo ai miei sentimenti. Adesso però ho voglia di tentare di nuovo di aprirmi e di “esibirmi”, ma questa volta lo faccio per me….con me. E forse stavolta con più gioia e appagamento.
Il giardino di acqua e fuoco apre al pubblico. Sarà un giardino poco rigoglioso perché la curatrice è molto pigra e piuttosto apatica. Non che lo sia sempre stata, ma ci sono accadimenti nella vita delle persone che mutano la loro natura…O forse sono i non-accadimenti ad assopire le nostre sensazioni. Così capita che si diventi disincantati rispetto alle aspettative della nostra quotidianità e capita che piano piano si faccia strada in noi la considerazione che questo mondo sia alquanto stupido e totalmente prevedibile. Ora…per affrontare questa cinica valutazione si aprono due strade: o adeguarsi e uniformarsi oppure costruire una piccola oasi personale in cui far crescere, o perlomeno tenere in vita quei sentimenti che cozzano con la realtà. Ecco che nasce questo giardino. Sarà un giardino per pochi, sarà un giardino che avrà bisogno di attenzioni inaspettate e di cure preziose. Sarà un giardino di poche parole ponderate, sarà un giardino che crescerà lentamente e quasi impercettibilmente. Sarà un giardino in cui sarà difficile entrare e che all’apparenza apparirà deserto e infruttuoso. Ma come si sa: l’indispensabile è invisibile agli occhi e chi saprà andare oltre le apparenze troverà acqua fresca a cui dissetarsi e fuoco allegro con cui scaldarsi. Quindi… chi vorrà provare a spargere un po’ di humus in questo angolo di terra sarà il benvenuto.